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sabato 26 settembre 2009

Che ne sarà di...me

Ok, fa piacere sentirsi dire "mi piaci, voglio corteggiarti", anche se da una persona semi-ubriaca e con cui sai non valga la pena perdere tempo, benchè sia oggettivamente un bel ragazzo. Ok, fa piacere svegliarsi con la fretta di accendere il cell e vedere se veramente ha mandato un sms, e sentire che suona e leggere che si ricorda quello che mi ha detto ieri sera.
Ok, fa piacere sentire di piacere. Di attirare. Di non passare inosservata.
Ma cosa vale tutto questo, di fronte a quello che credevo di aver costruito fino a un anno fa, e che come la nebbia è svanito nel nulla, tutto così lontano, passato, dimenticato. Non sapere dov è, cosa fa, cosa pensa, se ogni tanto si ricorda ancora di me, se ogni tanto anche lui si chiede di me, se ogni tanto magari ha la tentazione di chiamarmi... Ma non saremo mai amici io e lui. Non potrò mai sentirlo e parlarci e chiedergli come va, che fai, se solo sentire la voce di Ligabue mi fa venire gli occhi lucidi, perchè è il suo cantante preferito, e quante volte mi ha dedicato le sue canzoni, quante volte le ha ascoltate pensando a me, a noi, a quello che provava per me.
E allora anche se in fondo il peggio è passato, anche se in fondo pian piano ho imparato a camminare sulle mie gambe, mi chiedo quando e se arriverà di nuovo la felicità vera, quella serenità avvolgente che ti fa andare a letto la sera con il cuore leggero, quando torneranno quegli abbracci sinceri, quel "fare l'amore" e non fare sesso...quando arriverà tutto questo?
E so che come in tutte le cose serve solo il tempo.

sabato 23 maggio 2009

Tagliare i rami secchi

Ieri sera ho avuto la conferma delle mie idee su C.
Ho capito, a mie spese, quello che vuole da me e come intende la nostra relazione.
E lo ho capito provando uno schifo immenso, che è un po' la costante di questo periodo con gli uomini.
Come ha visto che c'era qualcosa che non andava, come ho provato a trasmettergli che non era il caso di spingersi oltre, che non ero nello spirito - che in realtà avevo gli occhi lucidi e stavo per piangere, e i miei pensieri erano lontani 200 chilometri, verso Bologna, dove S. sarà ora con lei, probabilmente ancora nel suo letto - allora si è rivestito, ha messo in moto la macchina e, in un silenzio di cemento, mi ha riportato a casa.
Silenzio interrotto dalle mie parole, dal mio tentativo di comunicazione, per cercare almeno di spiegarsi, di svelarsi, per rispetto, per maturità, perchè a 25 anni per me, 30 per lui, credo sia il minimo dirsi le cose in faccia, senza tattiche, giochi o subdoli meccanismi di interazione.
E lui, lo stesso che due settimane fa mi ha detto: "voglio dei figli da te" mi ha umiliato per l'ennesima volta, dicendo: cosa ti ho promesso? Non potevi pensare di tornare da me dopo 5 anni e ricominciare da 5 anni fa. Come se 5 anni fa, invece, mi avesse trattato bene, come se fossi stata io a mollarlo! Non sono neanche stata in grado di ribattere, di difendermi, di sputargli addosso la sua immaturità, perchè ero e sono troppo debole per affrontare altro dolore, in aggiunta a quello che già provo.
E allora ho deciso che basta, che l'errore di ributtarsi su chi ti ha già fatto male non è la soluzione per uscire da questo tunnel. L'altro giorno una persona me lo ha proprio chiesto, mi ha detto: ma perchè dopo una storia di 5 anni, vai a ricercare un tuo ex con cui già le cose non erano andate bene? Io ho risposto con immediatezza, perchè il motivo è chiaro e limpido: per insicurezza.
Perchè non ho fiducia in me, perchè non mi ritengo in grado di conoscere nuove persone, di innamorarmi e far innamorare qualcuno di me, perchè mi conosco e conosco il mio modo di pormi, i miei limiti il mio fare da "stronza apparente" che allontana le persone invece di avvicinarle. E allora quando sono in difficoltà, mi riavvicino a quelli che so che in qualche modo non mi respingeranno.
Brutta questa cosa. E giu tutti a dirmi che no, che sono una bella ragazza, intelligente, simpatica, che di sicuro i ragazzi non mi mancano, che non posso avere problemi a fare colpo su qualcuno.
Ma anche L. ieri mi ha fatto una domanda alla cui risposta è rimasto spiazzato,e questo è segno che la considerazione che ho di me, forse, non è del tutto sbagliata. Mi ha detto: ma ci saranno sicuramente persone che ti vengono dietro ma tu non le vuoi! La verità, invece, è proprio che non c'è nessuno, nè ci sono mai state persone innamorate di me che io ho rifiutato - se vogliamo escludere C., che sappiamo benissimo, ora, cosa volesse. Mi risuonano le parole di S. quando mi ha lasciato: Se continuerai ad essere, così, io non posso amarti e non può farlo nessuno.
Perchè tutto mi torna indietro come un boomerang?
Mi merito tutto questo dolore, sono così mostruosa come mi sento?
Vorrei sprofondare in un buco dove non si può sentire, vedere, provare emozioni, sentimenti, addormentarmi e non sognare, perchè anche i sogni agitano, ricordano, sperano, illudono. Vorrei uscire da questo incubo che dura ormai da due mesi, vorrei almeno sapere che la felicità arriverà, che non può non arrivare. Ma non so se ci credo. Vorrei ancora rivedere S., riabbracciarlo, sperare che non sia finita, dirgli che lo amo e amarci come 6 mesi fa.
E sbaglio solo a scriverlo.