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lunedì 27 aprile 2009

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Non vorrei commentare questo sabato sera da adolescente.
Non vorrei dire che ho fatto le cinque di mattina con una persona di cui non sono innamorata, e forse neanche appena appena presa, ma che col suo modo galante di fare riesce a lusingarmi, ad adularmi, a smuovere quelle corde che in questo momento hanno bisogno di essere mosse.
Non vorrei dire che per cinque ore sono riuscita a non pensare alla persona che amo, che da un mese ormai mi fa vivere in stand by, aspettando un suo segnale, un suo messaggio, una telefonata, qualcosa che mi faccia credere di non aver vissuto per finta questi ultimi cinque anni.
Non vorrei dire che quando C., l'altra sera, mi ha detto 'mi hai fatto aspettare cinque anni per questo bacio', il mio cuore ha fatto un tuffo. Non vorrei dire che quando mi ha preso per mano, tornando a casa, in macchina, sono stata bene.
Non vorrei dire che quando mi ha abbracciato, e mi ha detto 'sono andato con altre ragazze, ma tra quelle non c'eri tu. Ma adesso sei qui', mi sono emozionata, come una stupida quindicenne... Invece che andare avanti, torno indietro... Ho provato quelle sciocche sensazioni di quando esci per la prima volta con il tipo che ti piace, e finalmente riesci ad essere al centro delle sue attenzioni... Anche se a me, di essere al centro delle sue attenzioni, non mi interessa affatto...è un'altra la persona che voglio, è da un'altra persona che vorrei sentirmi dire queste cose.
Eppure, non vorrei dire che ho pensato se davvero le cose che possano essere vere, se davvero pensa che possa essere la donna della sua vita... Mi viene quasi da ridere a pensare anche solo per scherzo che le sue frasi possano avere un qualche fondamento di verità, perchè sono le stesse frasi dette e le stesse sensazioni provate con una persona con cui ho costruito davvero un percorso di vita che adesso,inspiegabilmente e improvvisamente, si è interrotto, e non si sa se riprenderà.
Vivo una situazione che non so se potrà dovrà proseguire, nell'attesa che l'altra si sblocchi.
Sono superficiale? Stupida? Opportunista?
Forse. Ma so per certo che sono stanca, stanca di aspettare passivamente, con le lacrime continuamente in tasca, che l'uomo per cui dovrei essere 'la persona più importante della sua vita' si decida a chiamarmi. Perchè forse non lo farà più, o almeno il suo prolungato silenzio me lo sta facendo capire. E allora alla disperazione inizia a sostituirsi la rabbia, lo schifo, il nervoso.
Spero proprio che ritorni strisciando, e che debba mordersi i gomiti per la paura di avermi perso per la sua stupidità.

lunedì 9 febbraio 2009


Ho appena letto la notizia della morte di Eluana, e non posso fare a meno di sentire i brividi.
Condivido la scelta del padre, consapevole che non ci sarebbe stata altra strada nè altra possibilità.
Ma anche se non l'ho mai vista, nè conosciuta, sapere che ora, dopo anni di parole, non è più qui neanche il suo corpo, mi spaventa.
La morte è una condizione che stupisce sempre l'uomo, lo zittisce, lo annienta nei sentimenti più profondi. Solo una cosa possiamo fare, adesso: pregare per lei, e sperare che, dove è andata, abbia trovato la serenità e la pace che per anni le abbiamo negato.

martedì 16 dicembre 2008

Una causa che sento molto



Uso il blog per fare pubblicità ad una causa che mi preme molto, confidando che il web sia l'arma migliore per combattere un fenomeno triste come quello degli animali abbandonati.


Chissà che non capiti di qui qualcuno che abbia deciso di adottare un gattino - non come regalo di natale da buttare tra un mese, ma come scelta ponderata -: per questo pubblico il link al gattile di Ancona, che non tutti conoscono ma che ha tanti gatti dolcissimi in attesa di una mamma o di un papà.


Sono anni che medito l'idea di andare a dare una mano in qualche gattile, poi per un motivo o per l'altro -più che altro per questo mio continuo pendolarismo - non mi decido mai, non ho tempo, e forse non ho il coraggio di vederli soffrire. Più che altro mi piacerebbe occuparmi dell'adozione dei gatti, far sì che ognuno di loro trovi una famiglia, ma so quanto questo sia difficile, un pò perchè tutti vogliono i cuccioli, un pò perchè si fa poca pubblicità alle colonie...ma prima o poi mi deciderò, magari potrei fondare una sorta di 'agenzia matrimoniale' che sposi ogni gatto ad una famiglia...


Vorrei inoltre far riflettere chi ha già gatti in casa, sull'importanza della sterilizzazione dei gatti domestici. Quando ho preso i miei mostrini, avevo una gran voglia di veder nascere una loro cucciolata; poi però il mio veterinario mi ha fatto capire l'importanza della sterilizzazione non solo per evidenti motivi di salute e di 'ben-vivere' del gatto, ma soprattutto perchè questa è la prima mossa per evitare che i gattili si riempiano di gatti che nessuno adotterà mai. Non pensiamo solo ai gattini che crescono in casa, che non avremmo mai il cuore di portare al gattile (almeno io, non ce la farei: ma siamo tutti così?), ma pensiamo anche a tutte le gattine che il nostro maschio di casa potrebbe 'corteggiare' al di fuori delle mura di casa nostra, e oltretutto alle malattie che si possono trasmettere se qualche gatto è fiv-felv positivo.


Su, su, andate al gattile, adottate, adottate, non immaginate quanto calore possano darvi! Guardate le foto per credere! Miao...

Ps: quelli nella foto sono i cuccioli arrivati da poco al gattile...



venerdì 31 ottobre 2008

Attualità


Di solito non parlo di politica, e non m'interesso più di tanto alle vicende politiche italiane. Parto dall'idea, errata magari, che quando qualcuno arriva in alto non può fare a meno di sporcarsi o di scendere a compromessi che lo facciano agire per interessi personali o di partito piuttosto che comuni.
Tuttavia ci sono cose e situazioni che offendono il buonsenso e l'intelligenza, e in questi casi non riesco ad esimermi dal commentarle.
Ovviamente mi riferisco agli scontri dell'altro giorno a Piazza Navona, tra due opposti schieramenti (di studenti?) di rappresentanze politiche estremiste. Al di là del video che ho avuto il dispiacere di ammirare su Matrix, raccapricciante per un paese europeo del 2008, mi sconvolgono ancora di più i commenti e le osservazioni dei politici sull'accaduto.
Mi sconvolge che l'attenzione venga puntata sul chi e sul perchè abbia innescato la guerriglia, mi sconvolge che l'interesse sia quello di difendere la propria parte e gettare fango sulla parte avversa, mi sconvolge che nel 2008 ci siano individui in grado di tirare un tavolo a chi non la pensa come lui.
Destra sinistra centro bianchi neri verdi gialli alti bassi: chi ha iniziato merita la galera a vita, e chi ha reagito altrettanto. Non mi si venga a dire che chi ha risposto all'attacco lo ha fatto per autodifesa: per autodifesa si giravano i tacchi e si tornava a casa, si scappava, si urlava, si fuggiva, ma non si tiravano per aria tavolini, sedie, mazze e tutto quello che c'era da tirare.
Leggo su Libero (il sito eh, no il giornale...) che "Il segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero ha definito ''inaccettabile'' la ricostruzione dei fatti offerta dal governo poiche' ''stravolge la realta' dei fatti'', mentre il segretario nazionale della Destra Francesco Storace ha chiesto che le tv si scusino con 'i giovani di destra che si sono difesi dall'aggressione'', ed ora mi permetto di rispondere a nome del buonsenso di una comune cittadina.
Inaccettabile non è 'la ricostruzione dei fatti': inaccettabile è il fatto stesso che si faccia una ricostruzione dei fatti, come se individuare chi ha acceso la miccia possa scagionare le responsabilità di chi ha risposto all'aggressione - di qualsiasi colore politico voglia credere di essere. [Come ci insegnano da piccoli, se qualcuno ti offende hai ragione a sentirti offeso: ma se rispondi all'offesa con un'altra offesa, fai quello che si dice 'passare dalla ragione al torto'].
Altrettanto inaccettabile è che il segretario nazionale di un partito si preoccupi di ottenere delle scuse, giuste o sbagliate che siano, invece che preoccuparsi di denunciare e stigmatizzare un fatto tanto grave, invece che gridare il suo sdegno nei confronti di individui che non meritano la cittadinanza in uno stato democratico.
Non ha importanza il presunto colore politico - se vogliamo credere che certa gente abbia un reale interesse politico - di chi ha innescato i tafferugli. Di qualsiasi credo o religione, di qualsiasi cittadinanza o provenienza, individui capaci di tale violenza sono uguali nella stupidità e nell'ignoranza, e non trovo alcuna giustificazione nè per l'offensore nè per l'offeso.
E se questi sono quelli che ci comandano, non mi stupisce che chi è comandato si presenti ad un corteo studentesco armato come un soldato di guerra: ma dove sono le famiglie di questi esseri, chi sono quelle madri che li hanno tenuti in grembo, dove sono quelle maestre che probabilmente non hanno fatto il dovere? Dove sono cresciuti degli individui capaci di picchiare con un manganello o lanciare un tavolo a chi veste una maglia di colore diverso? Ma dove siamo, nella giungla? Chi nel 2008, avendo ricevuto un'educazione che superi la seconda elementare, può ancora pensare che con la violenza e con la forza si possa avere il sopravvento?
[E' per questo, forse, che continuo a non interessarmi di politica. Perchè mi sembra che l'interesse dei nostri politici sia soltanto quello di screditare ed offendere l'avversario - per fortuna ancora solo a parole - per vincere in una dialettica di potere che dimentica il bene comune per privilegiare l'interesse personale. E mi ritengo abbastanza intelligente da non farmi prendere in giro dalla finzione.]

venerdì 3 ottobre 2008

Debuttanti??


Mi chiedo dove sia finita la censura in Italia. Sono io che mi scandalizzo troppo? Ma qualcuno ha visto Il ballo delle debuttanti su Canale 5? Nessuno si indigna, solo io?
A parte il fatto che, se fossi Maria de Filippi, li denuncerei per plagio: non solo la formula del programma è pressochè identica ad Amici, ma anche buona parte dei ballerini, insegnanti, giuria e cazzi vari sono mutuati dalla signora Costanzo. Comunque, sorvoliamo su questo.
Il 'reality' prevede che due squadre di ragazze, denominate le une 'chic' e le altre 'pop', si contendano a suon di buone maniere la partecipazione al prossimo ballo delle debuttanti a Vienna.
Ogni squadra, pertanto, è connotata da caratteristiche mi auguro enfatizzate dagli autori e decise a tavolino. In pratica: la squadra 'pop' è costituita da ragazzine 'normali', le solite diciottenni un pò romanacce che ostentano una semplicità e una veracità assolutamente credibili (...).
Squadra 'chic': tre ragazze (già un paio sono state eliminate, chissà perchè), che si lodano e si sbrodano da sole, per la propria presunta eleganza, sensibilità, educazione, cortesia, affabilità, bellezza, sensualità..e chi più ne ha più ne metta. Disegnate sulla controfigura delle sorellastre di Cenerentola, le tipiche prime della classe da film - perchè in tanti anni di scuola e di università non ho mai trovato delle studentesse tanto acide e presuntuose. Lo stereotipo della ragazzina viziata e snob, che sogna un marito 'amministratore delegato di una grande multinazionale'(giuro, giuro, l'ho sentito con le mie orecchie!!!) e che si sdegna alle mosse sgraziate e umane dell'avversaria 'pop', come nei migliori romanzi della tradizione dickensiana.
Dimenticavo la chicca: tra la giuria, il 'principe' Emanuele Filiberto di Savoia, ben noto per la sua eleganza e noblità d'animo. Cavolo, essere rientrati in Italia per partecipare al fior fiore della produzione Mediaset...un vero onore, davvero. E ovviamente prenderà anche un lauto compenso...(Sorvolo sul solito Platinette, che già dal nome si commenta da solo).
Insomma: un'immagine assolutamente irreale e costruita che, se non fosse per il fatto che la si vuole far passare per vera, è decisamente comica e divertente. Ora, a me è capitato di guardare qualche minuto di programma qua e là, tornata dal lavoro e con la tv accesa per sbaglio. Ma mi chiedo: esistono veramente persone che seguono una cosa del genere? Come è possibile che non abbiano ancora chiuso i battenti per gli ascolti? Chi diavolo riesce a sorbettarsi una schifezza del genere??? Fatevi sentire se ne avete il coraggio...

lunedì 28 luglio 2008

Ma per favore...

Smettetela, voi figli di imprenditori, politici, politicanti, mestieranti o quant'altro, di dire che non siete raccomandati, e che il vosro cognome vi pesa.

L'ultima è Martina Veltroni: superintervista su Vanity Fair, dove parla di sè e del suo lavoro di assistente di regia (ha 20 anni e una maturità classica, e lavora per Muccino, non per la telenovela di Retecasamia). Ma chi pensate di prendere in giro? Noi poveri comuni mortali che ci facciamo in quattro per avere una laurea e, intanto, magari riuscire anche a mettere qualcosa sotto i denti, noi che con mille specializzazioni, master, corsi e corsini riusciamo ad accontentarci di uno stage sottopagato per competenze che, se va bene, non hanno a che vedere con quello per cui abbiamo studiato?

Cara la mia Martina, se vuoi farci credere che il cognome di papino ti pesa, comincia con il toglierlo dal nick del tuo myspace: perchè invece di chiamarti semplicemente Martina, hai scelto ben bene di mettere MARTINAVELTRONI? Perchè è uno status, vero, essere figlia di papà??

E per piacere, togli quella foto da alternativasfigata davanti alla cinepresa, che non sei Stanley Kubrick.

Sia chiaro, la mia non è invidia, e non è neanche critica gratuita: ben venga la carriera per chi ha competenze, qualifiche e capacità, senza distinzione di sesso, estrazione sociale o provenienza. Ma guarda tu il caso, che sti figli d'arte non sono mai operai di cantiere o brillanti scansafatiche, benchè, spesso, privi di titoli che ne giustifichino la posizione. Io sostengo la meritocrazia, l'impegno e la buona volontà.

giovedì 10 luglio 2008

Quando la violenza fa spettacolo



Martedì mi sono presa una giornata di riposo, e devo dire che ci voleva. Tutto il giorno a Mirabilandia, con i Mc-colleghi, e ci siamo proprio divertiti. Ma la mia implacabile tendenza alla moralizzazione non può fare a meno di criticare uno spettacolo veramente pietoso a cui sono stata costretta ad assistere.

Durante il pomeriggio, hanno allestito uno spettacolo di stuntmen professionisti che avrebbero dovuto intrattenere il pubblico con mirabolanti esibizioni in macchina e in moto. Dico avrebbero dovuto, perchè io non ho affatto trovato la cosa divertente nè di buon gusto. Tralascio la patetica scenetta in cui il gioco era calato, già deprecabile di per sè (un comando di polizia che inseguiva una banda di malviventi, presentati come 'bulli di strada') , ma quello che mi ha sconcertato è stata la naturalezza con cui si invitavano gli spettatori a non imitare le imprese, sbrodolandosi al tempo stesso in applausi ad ogni sgommata. E non sto parlando di qualche impennata col motorino: macchine di lato su due ruote, finta di corse clandestine, moto che saltavano venti metri in aria...Allo spettacolo, ovviamente, assistevano bambini, bambine, adolescenti, ma per fortuna invitati a non imitare le scene riprodotte. Come se un blando invito orale, seguito poi da applausi e boati di ammirata meraviglia, possa bastare a spiegare ai sedicenni di oggi (che, ricordiamolo, allagano le scuole, stuprano le amichette, picchiano i compagni disabili) quanto possa essere rischioso imitare certi gesti. Mi stupisce che non vengano poste limitazioni alla partecipazione allo spettacolo, e mi fa sempre più arrabbiare che non ci sia un qualche cavolo di ministero del buon costume adibito al controllo della morale e dell'educazione, intesa anche come formazione etica e civile dei cittadini. E me ne infischio di passare come la conservatrice bacchettona e fascistoide: la morale non ha colori o sfumature, non conosce partiti o correnti politiche. Ritengo immorale uno spettacolo che si basi sulla dimostrazione di imprese pericolose o violente, dove il ladro è il vincente, il bullo, lo spaccone. Se si voleva far spettacolo, non bastava un esibizione di contorsionisti, ginnasti o che so io? Ovviamente, uscita dall'arena non ho potuto non esprimere il mio giudizio, che è stato accolto con stupore e con risate d'ilarità. La solita intellettualoide bacchettona. Ma sono io a essere strana o è il mondo che mi circonda che gira al rovescio?

lunedì 7 luglio 2008

E poi non ci lamentiamo

Ho avuto il dis-piacere di incappare in quell'infelice trasmissione che si chiama Veline. Ed ho constatato un'amara verità: su 5 aspiranti sculettatrici, ben 4 erano studentesse universitarie. Ora, mi dico io: è mai possibile che, in un'Italia in cui non facciamo altro che lamentarci dei vari Corona, Lele Mora e Gregoraci, che pieni del loro niente pretendono di imporsi alla nostra attenzione, è mai possibile che quella che dovrebbe essere la futura classe dirigente tenti di sfondare dal bancone di Striscia la notizia??? Ho capito che il mondo è cambiato, ma io, dopo tanti anni di studio, non mi sogno nemmeno di andare a dimenarmi in mutande di fronte a Ezio Greggio, non tanto perchè mi vergogno (cosa, per altro, più che plausibile), ma perchè una certa dose di cultura, educazione e pudore mi hanno insegnato ad aspirare a qualcosa di più. Mi chiedo come sia possibile che una ragazza in procinto di ottenere il titolo di Dottoressa possa sognare di diventare l'emblema della stupidità contemporanea. Mi chiedo anche se, 30 o 40 anni fa, le cose fossero le stesse. Proprio in questi giorni, per lavoro, mi trovo a sfogliare i quotidiani del '68, l'anno di svolta tra l'educazione moralista con cui è cresciuta la generazione dei nostri genitori e la nostra. Mi chiedo se i giovani pre '68 desiderassero le stesse cose che sembrano desiderare i giovani di oggi, mi chiedo se gli aspiranti medici, ingegneri, avvocati di ieri siano lontanamente paragonabili a quelli di oggi. E, sinceramente, non credo che una persona destinata a diventare un professionista, degno di questo nome, possa desiderare diventare una velina. Se mi guardo in giro, sento tanti lamentarsi del mondo patinato della tv, ma mi pare che siamo i primi a volerne fare parte. Sono le vostre stesse figlie a voler diventare veline. Meditate, gente, meditate...